
Cosa troverai in questo articolo:
Il viaggio in Perù lo sognavo da sempre: da bambina rimanevo incantata davanti ai libri sulle civiltà antiche che i miei genitori mi avevano regalato, e gli Inca erano tra quelle che più mi facevano sognare.
Questo viaggio è stato ancora più speciale perché è stato anche il mio viaggio di nozze, un’avventura condivisa con mio marito che porteremo per sempre nel cuore.
Abbiamo viaggiato a giugno, nel pieno dell’inverno australe: il clima è stato perfetto per esplorare, con giornate limpide e temperature fredde solo in alta quota, ma senza la minima traccia di pioggia.
È stato un viaggio completamente on the road, intenso e impegnativo: abbiamo macinato chilometri, attraversato montagne, deserti e altipiani, spesso viaggiando di notte per raggiungere le tappe successive. Alla fine siamo arrivati stanchi, ma immensamente felici e grati per ogni momento vissuto.
Una nota di merito va al sistema di trasporto via bus, sorprendentemente efficiente.
Noi abbiamo scelto la compagnia Cruz del Sur, che si è rivelata eccellente: confortevole, puntuale e con poltrone reclinabili perfette per riposare durante le lunghe traversate tra una città e l’altra.
Itinerario di 14 giorni
✈️ Giorno 1 – Milano → Lima (via Madrid)
Il viaggio inizia a Milano Linate con un volo LATAM, scalo a Madrid e poi Lima.
Peccato che, appena arrivati in Spagna, scopriamo che il nostro volo per Lima è stato cancellato e rinviato al giorno dopo.
Questo contrattempo ci costringe a rinunciare alla mezza giornata che avevamo dedicato alla visita di Lima: dobbiamo raggiungere Paracas in tempo per un tour già prenotato.
Non appena arrivati a Lima, prendiamo quindi un autobus Cruz del Sur diretto a Paracas (circa 3 ore e 15 minuti di viaggio), arrivando la mattina seguente.
🐧 Giorno 2 – Paracas e l’oasi di Huacachina
La giornata inizia presto con l’escursione alle Isole Ballestas, poi si prosegue con la visita alla Riserva Nazionale di Paracas, un mix perfetto di deserto e oceano.
Nel pomeriggio ci spostiamo a Ica (1 ora di bus) per visitare la spettacolare Huacachina, un’oasi nel deserto.
Al tramonto, autobus per Nazca (2 ore e mezza). Pernottiamo al Marlon’s house.
✈️ Giorno 3 – Le misteriose Linee di Nazca
La mattina è dedicata al sorvolo delle celebri Linee di Nazca, un’esperienza unica che lascia senza parole. Dopo aver visitato i dintorni, la sera ci aspetta un lungo viaggio notturno in autobus verso Arequipa (circa 10 ore).
🏛️ Giorno 4 – Scoprendo Arequipa
Arriviamo nella “Ciudad Blanca”, Arequipa, famosa per i suoi edifici coloniali in sillar bianco e il magnifico Monastero di Santa Catalina. Trascorriamo la giornata tra cultura e relax, pernottando al Perù Swiss Hostel.
🏔️ Giorno 5 – La Valle del Colca e viaggio verso Cuzco
Sveglia alle 3 del mattino per un’intensa escursione alla Valle del Colca, una delle più spettacolari del Perù (tour di circa 15 ore).
Al tramonto, prendiamo un autobus notturno per Cuzco (circa 10 ore e mezza di viaggio).
🌆 Giorno 6 – Alla scoperta di Cuzco
Giornata dedicata alla visita dell’antica capitale inca: Plaza de Armas, il Tempio del Sole (Qorikancha) e le stradine acciottolate del centro storico.
Pernottamento presso Hostal Cuzco de mis suenos II.
🌈 Giorno 7 – Rainbow Mountains
Partenza alle 3 del mattino per l’escursione alle incredibili Montagne Arcobaleno (Vinicunca): 3 ore di viaggio, 2 ore di trekking, e un panorama da togliere il fiato.
Rientro a Cuzco e pernottamento allo stesso ostello.
🌾 Giorno 8 – La Valle Sacra degli Inca
Escursione di un giorno nella Valle Sagrado, con tappe a Chinchero, Maras, Moray e Ollantaytambo.
In serata prendiamo il treno per Aguas Calientes (1 ora e 40 minuti) e pernottiamo in un piccolo hotel locale.
🏯 Giorno 9 – Machu Picchu: sogno realizzato
È il giorno più atteso!
All’alba saliamo a Machu Picchu, dove trascorriamo circa quattro ore esplorando la cittadella inca e godendoci la vista sulle Ande.
Nel pomeriggio, treno per Ollantaytambo e poi autobus fino a Cuzco (3 ore e mezza).
Alle 22:00 prendiamo l’autobus notturno per Puno (7 ore).
🌊 Giorno 10 – Lago Titicaca
All’alba arriviamo a Puno e partiamo subito per l’escursione al Lago Titicaca, visitando le Isole Uros e l’Isola Taquile, tra comunità locali e paesaggi d’alta quota.
Pernottamento a Puno presso Mada Guesthouse.
🇧🇴 Giorno 11 – Da Puno a La Paz
Di buon mattino partiamo in autobus per La Paz (circa 6 ore di viaggio). Dedichiamo il pomeriggio alla visita della capitale boliviana, tra i suoi mercati e le funivie panoramiche.
In serata, autobus notturno per Uyuni (9 ore).
🧂 Giorno 12 – Salar de Uyuni, il deserto di sale
Inizia l’avventura nel magico Salar de Uyuni, con visita al Cementerio de Trenes, Colchani, Cooperativa Rosario per la lavorazione del sale e alla Isla Incahuasi.
Pernottamento in un ostello di sale, un’esperienza unica nel suo genere.
🌌 Giorno 13 – Tra vulcani e stelle nel Salar de Uyuni
Sveglia alle 3 del mattino per un suggestivo tour notturno tra le stelle del deserto di sale, seguito dalle visite al Vulcano Tunupa, la Cueva del Diablo, l’Isla dei Cactus e la Grotta delle Mummie.
Rientro e pernottamento a Uyuni presso The Little House Aparthotel.
✈️ Giorno 14 – Volo verso i Caraibi
In mattinata volo da Uyuni a La Paz, quindi coincidenza per Punta Cana, pronti a concludere il viaggio tra le spiagge dei Caraibi!
Cosa vedere in Perù:
- Isole Ballestas e Riserva Naturale di Paracas
- Oasi di Huacachina
- Linee di Nazca e dintorni
- Arequipa
- Valle del Colca
- Cuzco
- Rainbow Mountains
- Valle Sagrado
- Machu Picchu
- Lago Titicaca, Isole Uros e Isola Taquile
Cosa vedere in Bolivia:
In Perù…
🐧 Isole Ballestas e Riserva Naturale di Paracas
Situata lungo la costa meridionale del Perù, Paracas è una delle meraviglie naturali più sorprendenti del Paese: un luogo in cui il deserto incontra l’oceano e la natura si manifesta in tutta la sua forza.
La visita comincia con un’escursione in barca di circa due ore alle Isole Ballestas, un piccolo arcipelago al largo della costa, popolato da una straordinaria varietà di animali marini.
Durante la navigazione si ammira il misterioso geoglifo del Candelabro, inciso nella sabbia e visibile solo dal mare: la sua origine è ancora oggi avvolta nel mistero, tra leggende antiche e ipotesi archeologiche.
Poco dopo, il paesaggio si anima: leoni marini che si riposano sulle rocce, pinguini di Humboldt che saltano tra le onde e una moltitudine di uccelli marini che ricoprono letteralmente le scogliere.
Il contrasto dei colori è sorprendente: la base rossa delle rocce, dovuta ai minerali ferrosi, si tinge di bianco per via del guano degli uccelli, che qui si accumula da secoli.
In queste zone, infatti, non piove quasi mai — le piogge restano intrappolate tra le Ande e l’Amazzonia, lasciando la costa immersa in un clima desertico.
💡 Curiosità: per anni il guano è stato una delle risorse più preziose del Perù, esportato in tutto il mondo come fertilizzante naturale.
Dopo il rientro al porto, vale la pena proseguire nella Riserva Nazionale di Paracas, dove il deserto si tuffa nell’oceano in un paesaggio quasi lunare.
La riserva regala scorci mozzafiato come la spettacolare Playa Roja, con la sua sabbia di un rosso intenso, le scogliere panoramiche de La Catedral, modellate da vento e onde, e la tranquilla spiaggia di Lagunillas, perfetta per una breve sosta vista mare.
I colori, i contrasti e il silenzio del deserto rendono questo luogo davvero unico. Non a caso, qui sono state girate anche alcune scene di film internazionali, attratti dalla bellezza e dall’atmosfera surreale di questo tratto di costa.
👉 Tour consigliato:
Ho prenotato questa escursione combinata direttamente con JD Adventure, un operatore locale affidabile con guide esperte e organizzazione impeccabile.
🏜️ Oasi di Huacachina
Nel cuore del deserto costiero del Perù si trova Huacachina, un piccolo villaggio che circonda un’oasi naturale tra le dune di sabbia.
Un luogo quasi irreale: un lago verde smeraldo, palme ondeggianti e sabbia dorata che si perde all’orizzonte.
Il deserto qui è unico per le sue sfumature di colore, dovute ai diversi minerali che compongono la sabbia fine.
È lo scenario perfetto per due attività imperdibili: il dune buggy, un’avventura ad alta velocità tra le dune, e il sandboarding, una discesa emozionante sulla sabbia, tavola ai piedi.
Un mix di adrenalina e divertimento nel cuore del deserto.
Quando il sole tramonta, tutto si tinge di rosso e oro: il vento si placa, la sabbia brilla e l’oasi diventa un piccolo miracolo di quiete.
💫 Curiosità:
Secondo la leggenda, l’oasi nacque dalle lacrime di una principessa Inca che pianse la morte del suo amato.
Le sue lacrime formarono il lago, e lei si trasformò in una sirena che, si dice, ancora oggi abiti le sue acque.
👉 Consiglio pratico:
Prenota l’escursione in dune buggy e sandboarding nel tardo pomeriggio: la luce del tramonto rende l’esperienza ancora più spettacolare.








🛩️ Le Linee di Nazca e dintorni
Nel cuore di uno dei deserti più aridi del mondo si nasconde uno dei grandi enigmi dell’archeologia: le Linee di Nazca.
Queste gigantesche figure tracciate sulla sabbia — visibili solo dal cielo — continuano a stupire e a far discutere studiosi e viaggiatori di tutto il mondo.
Il sorvolo dura circa 30 minuti e permette di ammirare 14 delle figure più iconiche: l’Astronauta (135 m), il Colibrì (97 m), la Scimmia (110 m) e il maestoso Condor (135 m).
Gli aerei sono piccoli, con 6 passeggeri e 2 piloti, e i posti vengono assegnati in base al peso per garantire il corretto bilanciamento del velivolo.
L’esperienza è incredibile — ma attenzione se soffri di mal d’aria, perché le virate per permettere la visione su entrambi i lati dell’aereo possono essere piuttosto movimentate!
Secondo la tradizione locale, le linee sarebbero delle offerte agli dei per ottenere protezione e acqua in un territorio così arido.
Alcuni simboli ne sono la prova: l’Albero, per esempio, è legato al Guarango, una pianta considerata sacra perché indicava la presenza di acqua nel sottosuolo — una risorsa vitale in una regione così arida.
Per il popolo Nazca, l’acqua era simbolo di vita e fertilità, e la raffigurazione di questo albero rappresentava un’offerta agli dei per garantirne l’abbondanza.
Un’altra figura intrigante è la Scimmia, che secondo alcuni studiosi suggerisce contatti con civiltà lontane, forse provenienti dalle zone amazzoniche, dove questi animali vivono.
Le scimmie, infatti, non esistono nel deserto di Nazca: la loro presenza tra le linee potrebbe essere il segno di scambi culturali o commerciali con altri popoli, che condividevano credenze e divinità simili.
Dopo il volo, il tour prosegue via terra tra i principali siti archeologici dei dintorni:
– l’antico acquedotto di Cantalloc, dove l’acqua scorre ancora oggi dal sottosuolo;
– il maestoso albero di Guarango, con oltre 400 anni di vita;
– un cimitero Nazca abbandonato nel deserto, la cui autenticità lascia qualche dubbio — sembra più un allestimento turistico che un vero sito archeologico;
– il sito cerimoniale di Cahuachi, il grande tempio dove si svolgevano riti religiosi e sacrifici agli dei.
💫 Curiosità:
Le Linee di Nazca si estendono su oltre 500 km² di deserto e resistono da più di 1.500 anni grazie al clima estremamente secco e privo di vento.
È proprio questa aridità a conservarle intatte nel tempo, come un messaggio inciso nella terra.
👉 Esperienza consigliata:
Io ho prenotato il sorvolo con Alas Peruanas, un operatore affidabile con piloti esperti e un’organizzazione molto efficiente.
🏛️ Arequipa, la “Ciudad Blanca” tra storia e vulcani
Circondata da tre imponenti vulcani e costruita quasi interamente in sillar bianco, una pietra vulcanica che le dona la sua inconfondibile luminosità, Arequipa è una delle città più eleganti e affascinanti del Perù.
Il suo centro storico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, combina architettura coloniale spagnola e tradizioni andine in un equilibrio perfetto.
La visita è iniziata dal magnifico Monastero di Santa Catalina, una vera e propria città nella città: un labirinto di stradine color ocra, cortili fioriti e celle silenziose che raccontano la vita delle monache di clausura.
Perfettamente conservato e curato nei minimi dettagli, è uno dei luoghi più suggestivi di Arequipa.
All’interno ci siamo concessi una colazione semplice ma deliziosa, con una empanada calda e un dolcetto al cocco: un momento di pace nel cuore di questo gioiello coloniale.
Dopo aver esplorato le piazze e i punti principali della città, la tappa più emozionante è stata la visita al Museo Santuarios Andinos, dove è custodita Juanita, la celebre “Mummia Inca”.
La visita si svolge solo con guida e inizia con un breve documentario che racconta la scoperta di Juanita e di altri bambini ritrovati sulle Ande, sacrificati durante il rituale della Capacocha.
Nelle sale successive si possono ammirare tessuti, ornamenti e reperti preziosi appartenenti a questi giovani sacrificati, fino ad arrivare alla teca refrigerata dove è conservata Juanita, rimasta intatta per oltre 500 anni grazie al ghiaccio del vulcano Ampato.
Juanita aveva circa 12 anni ed era probabilmente figlia di una famiglia nobile non inca.
Fu sacrificata per placare la Pachamama, la Madre Terra, e chiedere la fine di carestie o disastri naturali come eruzioni e terremoti.
Il suo viso, l’unica parte non coperta dalla pelle, si è scoperto dopo una frana causata proprio dall’eruzione che portò alla scoperta della tomba: un dettaglio che rende la sua storia ancora più toccante e reale.
👉 Consiglio pratico:
Il Museo Santuarios Andinos è piccolo ma molto interessante: meglio arrivare la mattina presto per evitare le code e verificare prima se Juanita è esposta, poiché in alcuni periodi dell’anno viene sostituita da un’altra mummia per motivi di conservazione.







🦅 Valle del Colca
La sveglia suona presto: alle 3 del mattino lasciamo Arequipa per raggiungere una delle meraviglie naturali più spettacolari del Perù, la Valle del Colca.
Il viaggio verso Chivay dura circa tre ore e attraversa paesaggi che cambiano continuamente: pianure aride, canyon profondi e vette innevate che si stagliano contro il cielo.
La prima sosta è a Yanque, dove ci aspetta una colazione tipica inclusa nel tour. Da qui proseguiamo verso il celebre Mirador Cruz del Cóndor, punto panoramico dove è possibile osservare i condor andini librarsi sopra la valle.
Questi maestosi rapaci, simbolo del Perù, possono raggiungere un’apertura alare di oltre tre metri — e con un po’ di fortuna (che noi abbiamo avuto!) si possono ammirare da vicino mentre si alzano in volo sfruttando le correnti del canyon.
Dopo questa emozione, il tour prosegue lungo la valle con varie soste panoramiche ai mirador di Choquetico, Maca e Antahuilque, da cui si ammira la Valle del Colca in tutto il suo splendore.
Da quassù si vedono le antiche terrazze agricole Inca, ancora oggi utilizzate per la coltivazione di grano e altre colture, un paesaggio modellato nei secoli dall’uomo e dalla natura.
Nel pomeriggio ci concediamo un’ora di relax alle terme di Chacapi, dove le acque calde naturali sgorgano in un contesto incantevole.
Dopo un pranzo turistico a Chivay (circa S/ 40 a persona, incluso nel tour), riprendiamo la strada del ritorno con una sosta spettacolare al Mirador de los Volcanes, a 4.800 metri di altitudine: da qui si gode di una vista privilegiata sui vulcani della regione, e noi abbiamo persino avuto la fortuna di assistere a una piccola eruzione in diretta!
L’ultima tappa è nella Reserva Nacional Pampa Cañahuas, habitat naturale di vicuñas, alpaca e lama.
Le vicuñas, più eleganti e selvatiche, sono le uniche non addomesticate e la loro lana è tra le più pregiate al mondo; alpaca e lama, invece, sono animali domestici allevati per la lana e la carne.
💫 Curiosità:
La Valle del Colca è uno dei canyon più profondi del pianeta — con oltre 3.000 metri di dislivello — e, secondo le leggende andine, è il punto in cui il condor trasporta le anime verso il cielo.
👉 Tour consigliato:
Io ho prenotato l’escursione con Nomades Adventure: tour ben organizzato, guide preparate e un itinerario che permette di scoprire tutti i punti più belli della valle in un solo giorno.
🏙️ Cusco, l’antica capitale degli Inca
Situata a quasi 3.400 metri di altitudine tra le Ande peruviane, Cusco è una città che affascina fin dal primo sguardo.
Antica capitale dell’Impero Inca, oggi è un luogo dove storia, cultura e spiritualità convivono in perfetta armonia: chiese coloniali costruite su templi millenari, vicoli acciottolati e una vivace atmosfera che la rende unica nel suo genere.
Abbiamo iniziato la visita dalla splendida Plaza de Armas, cuore pulsante della città, dove quel giorno si stava svolgendo una grande parata della polizia.
Tra musica, danze e costumi tradizionali, la piazza era un tripudio di colori e di festa.
Sulla piazza si affacciano la maestosa Cattedrale e la Chiesa della Compagnia di Gesù: salendo al piano superiore di quest’ultima si gode una vista spettacolare sull’intera piazza.
Nel pomeriggio abbiamo raggiunto la fortezza di Sacsayhuamán, uno dei siti archeologici più imponenti del mondo inca, costruita con enormi blocchi di pietra perfettamente incastrati tra loro.
Dall’alto si ammira tutta la città di Cusco, e si percepisce la grandezza dell’antica architettura andina.
Abbiamo poi visitato il Qorikancha, il “Tempio del Sole”, che un tempo era il luogo più sacro dell’impero.
La visita, però, si è rivelata un po’ deludente: la guida va ingaggiata all’esterno (ma nessuno lo indica chiaramente), i QR code interni non funzionano e la brochure non fornisce spiegazioni approfondite.
Un vero peccato, considerando il valore storico e simbolico del sito.
La giornata si è conclusa al Centro Culturale Qosqo, dove abbiamo assistito a uno spettacolo di musiche e danze tradizionali.
Un momento suggestivo per immergersi completamente nella cultura andina e scoprire i colori, i suoni e i costumi che ancora oggi animano la vita di Cusco.
💫 Curiosità:
Il nome “Cusco” deriva dal quechua Qosqo, che significa “ombelico del mondo”: per gli Inca rappresentava il centro dell’universo, il punto di connessione tra cielo, terra e mondo sotterraneo.
👉 Consiglio pratico:
Se vuoi visitare il Qorikancha, organizza in anticipo una guida locale: la spiegazione dei simboli e dei dettagli architettonici rende la visita molto più interessante e completa.
🌈 Rainbow Mountain
La Vinicunca, conosciuta anche come Rainbow Mountain, è una montagna situata nei dintorni di Cusco, celebre per le sue strisce colorate naturali create dai minerali presenti nella roccia.
Questa vetta era conosciuta da secoli dai popoli nativi, ma è diventata famosa a livello internazionale solo di recente, dopo che i primi escursionisti ne hanno condiviso le immagini sui social, catturandone la bellezza surreale.
Fino al 2016 raggiungerla era molto più lungo e faticoso, quasi impossibile per la maggior parte dei visitatori; oggi, grazie a un percorso accorciato che parte più avanti, la salita è accessibile a chiunque voglia ammirare questo straordinario spettacolo naturale.
Il tour operator ci ha prelevati direttamente in hotel molto presto al mattino.
Abbiamo fatto una sosta a Cusipata per una colazione locale, prima di raggiungere Fulawasipata, punto di partenza del trekking.
La guida ci ha fornito un breve briefing informativo, e poi abbiamo iniziato la camminata ai piedi della splendida catena montuosa Ausangate.
Il percorso parte da 4.700 metri di altitudine e arriva fino a 5.036 metri, coprendo circa 3 km in salita e altrettanti in discesa.
La fatica è soprattutto legata all’altitudine, anche chi è abituato a fare trekking deve prestare attenzione al respiro e ai ritmi della salita. Per chi lo desidera sono disponibili alternative con cavalli o moto.
Una volta in cima, abbiamo avuto del tempo libero per ammirare il paesaggio, scattare foto e ascoltare la guida raccontare la storia della montagna e dei suoi colori spettacolari.
La discesa è durata circa un’ora, e al termine ci siamo fermati per un pranzo a buffet locale prima di rientrare a Cusco nel primo pomeriggio.
👉 Tour consigliato:
Noi abbiamo prenotato il trekking con Rainbow Mountain Travels, un operatore affidabile con guide esperte e percorso ben organizzato.
🌄 Valle Sagrado
La Valle Sacra degli Inca è una delle regioni più affascinanti del Perù, dove storia, cultura e paesaggi naturali si intrecciano. L’impero Inca era diviso in quattro regioni, e la massima espansione avvenne con Pachacutec.
Le città principali avevano forme di animali sacri: Cusco a forma di puma, Ollantaytambo simile a un lama, Pisac come un colibrì, Machu Picchu a forma di coccodrillo e Chinchero come una volpe.
Chinchero
A Chinchero, prima di addentrarci nel villaggio, abbiamo visitato il centro tessile Munay Away, dove ci hanno mostrato il processo di creazione dei prodotti tessili, interamente manuale e naturale.
Il sito archeologico del villaggio combina elementi inca e spagnoli: le fondamenta inca con i muri di pietra squadrata e le porte trapezoidali sono ancora visibili, mentre sopra sono stati costruiti muri intonacati dalle epoche successive.
La chiesa del paese sorge sui resti di un antico tempio inca. Sotto la piazza principale c’è uno spiazzo dove un tempo si facevano disidratare le patate, per conservarle poi nei magazzini sotterranei simili a frigoriferi naturali, attività che gli abitanti di Chinchero continuano a praticare anche oggi. Accanto, le terrazze agricole mostrano le tecniche di coltivazione degli Inca: oggi circa il 70% è originale, mentre il 30% è stato ricostruito.






Saline di Maras
Le saline di Maras appartengono a circa 180 famiglie locali e risalgono al IV-VI secolo d.C.
Gli Inca le utilizzavano per conservare le carni e salare i cibi, mentre con l’arrivo degli spagnoli servivano anche come merce di baratto, da cui deriva la parola salario.
Ogni vasca produce tra 50 e 150 kg di sale. Le vasche sono divise in tre livelli: il primo non è commestibile, il secondo e il terzo sì, con il terzo livello considerato il migliore, privo di sodio.



Moray
Il sito di Moray, originariamente chiamato Muray, era un antico lago trasformato in un complesso di terrazze circolari che fungevano da vera e propria serra naturale per coltivazioni di diverse altitudini.
Ogni terrazza ha una differenza di temperatura di circa mezzo grado centigrado, permettendo di coltivare varietà diverse.
Le terrazze furono realizzate dagli Inca nel 1438; oggi circa l’80% è ricostruzione, mentre il 20% è originale.
Oltre a questa, ci sono altre tre serre che rappresentavano differenti regioni dell’impero.



Ollantaytambo
La fortezza di Ollantaytambo è un capolavoro dell’ingegneria inca, costruita su 44 terrazze per controllare il deflusso dell’acqua e creare giardini e spazi agricoli.
Nel villaggio si notano porte blu, riservate ai nobili, mentre di fronte alla fortezza si trovano i magazzini arroccati sulla montagna.
La muratura della fortezza varia: alcune con malta, altre senza, usando la tecnica concavo-convesso e vincolate da anelli di oro, argento e rame per resistere ai terremoti. Al piano più alto, un muro con piccole finestre ospitava icone degli dei; un’altra porta, detta Porta del Sole, era allineata ai solstizi e agli equinozi.
Sulla montagna di fronte si vedono i volti di un dio e dell’Inca che indicavano i cicli solari e lunari. La costruzione richiese 50 anni e 25.000 persone, probabilmente con l’aiuto di ingegneri esperti provenienti da culture pre-inca della Bolivia.
Le pietre furono spostate con rampe, corde di fieno e tronchi di alberi della giungla, e ancora oggi la tecnica rimane stupefacente per precisione e stabilità.










💫 Curiosità:
– Ogni 26 km di strada gli Inca costruivano un punto di ristoro per i lama, perché non potevano percorrere distanze maggiori senza sosta.
– Si parlavano tre dialetti, ma oggi rimangono solo Quechua e Aymara; il terzo, quello dei nobili, è scomparso perché era complesso da pronunciare.
– Oggi in Perù si contano circa 2.700 varietà di patate, molte delle quali vengono ancora coltivate sulle antiche terrazze.
🏔️ Machu Picchu
Machu Picchu, la città perduta degli Inca, è uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del Perù.
Fu costruita in circa cinquant’anni e abitata per soli trenta, prima di essere abbandonata dagli Inca nel momento in cui compresero che gli spagnoli stavano invadendo e distruggendo tutte le loro città.
Per evitarne la profanazione e la distruzione, decisero di abbandonarla volontariamente, lasciandola alle montagne e alla vegetazione.
Per secoli Machu Picchu rimase nascosta, protetta dalla giungla che ne avvolse completamente le rovine. Questo isolamento naturale fu anche la sua salvezza: la città è infatti quasi totalmente originale, proprio grazie alla copertura vegetale che ne ha preservato le strutture.
Nel 1911 l’esploratore americano Hiram Bingham la riscoprì con l’aiuto di alcuni nativi della zona, che lo guidarono fino alle rovine.
Un anno dopo tornò con una spedizione archeologica: per liberare il sito dalla vegetazione, gli uomini incendiarono l’area, rimuovendo così la giungla. Fortunatamente, i danni furono contenuti — i tetti in paglia erano già scomparsi a causa dell’umidità, e solo alcuni muri crollarono per via delle radici che avevano scavato nella pietra.
Architettura e funzione della città
Machu Picchu fu edificata direttamente sulla roccia madre, che venne inglobata nelle costruzioni. La terra fertile fu invece trasportata da oltre 7 km di distanza, un’impresa straordinaria per l’epoca.
La città era la capitale di una delle province dell’Impero Inca, quella che collegava Cusco all’Amazzonia.
La sua funzione principale era quella di città del sapere: un luogo dedicato all’istruzione e alla formazione dei giovani destinati a ruoli di rilievo nell’impero.
I maestri vivevano in una parte della città, mentre gli allievi abitavano nell’altra, dove si trovavano anche i laboratori di tessitura e metallurgia, in cui si producevano manufatti di grande pregio.
Machu Picchu era anche un centro di studi astronomici: le pietre con inclinazioni precise rispetto ai punti cardinali testimoniano la profonda conoscenza del sistema solare, dei solstizi e degli equinozi. Gli Inca usavano queste osservazioni per regolare i cicli agricoli e religiosi.
La città era divisa in due aree principali: una residenziale e una agricola, con terrazze che servivano non solo alla coltivazione, ma anche a sperimentare nuove tecniche e varietà di piante adattate alle diverse altitudini.
Conservazione del sito
La nostra guida ci ha raccontato che, nonostante l’importanza mondiale del sito, la conservazione di Machu Picchu sta diventando sempre più complessa.
Molte delle conoscenze antiche si sono perse nel tempo, e oggi è difficile persino ricreare la miscela originale del terreno, quella che rendeva il suolo impermeabile e stabile.
Ogni anno, Machu Picchu genera circa 200 milioni di dollari di entrate, ma solo 3 milioni vengono effettivamente destinati alla manutenzione e al restauro: il resto finisce nelle casse dello Stato.
💫 Curiosità:
– La costruzione di Machu Picchu richiese una straordinaria precisione: le pietre furono scolpite e incastrate senza uso di malta, resistendo nei secoli a terremoti e piogge torrenziali.
– La città non fu mai trovata dagli spagnoli, motivo per cui è una delle poche rovine inca rimaste quasi intatte.
– Machu Picchu era probabilmente anche un luogo sacro, scelto per la sua posizione tra due picchi montuosi considerati simbolicamente potenti.
🌊 Lago Titicaca – Le Isole Uros e Taquile
Situato a oltre 3.800 metri di altitudine, il Lago Titicaca è il lago navigabile più alto del mondo. Le sue acque blu intenso si estendono tra il Perù e la Bolivia, custodendo antiche tradizioni e comunità che ancora oggi vivono in perfetta armonia con la natura.
🛶 Le Isole Uros
La nostra visita è iniziata dalle Isole Uros, un arcipelago di piccole isole galleggianti costruite interamente con la Totora, una pianta acquatica che cresce spontaneamente nel lago.
Gli Uros sono una delle comunità più antiche del Sud America — secondo alcune teorie, le loro origini risalirebbero addirittura alla Polinesia, passando per le coste del Cile.
Su queste isole la Totora è davvero alla base di tutto: viene utilizzata per costruire le abitazioni, le imbarcazioni e persino le fondamenta stesse delle isole, ancorate fino a 20 metri di profondità. Gli abitanti la mangiano anche, in alcune preparazioni tradizionali.
Abbiamo visitato una delle isole abitate da una famiglia Uros, che ci ha mostrato la loro vita quotidiana e spiegato come, ancora oggi, l’intera comunità viva secondo ritmi antichi e sostenibili.
Sull’arcipelago ci sono persino scuole galleggianti, dove i bambini possono studiare fino alle superiori.
Un tempo, però, gli Uros non vivevano sul lago: abitavano la terraferma e si dedicavano alla pesca. Quando arrivarono gli Inca, furono costretti a lavorare nei campi, ma la loro vocazione per l’acqua li spinse a fuggire e rifugiarsi sul Titicaca. Scoprirono che la Totora galleggiava e decisero di costruire su di essa il loro nuovo mondo.








🏝️ Isola di Taquile
La seconda tappa è stata Taquile, un’isola di pietra e terra rossa che emerge dal blu profondo del lago.
Riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, Taquile conserva ancora oggi i culti ancestrali e le tradizioni comunitarie di epoca incaica.
Abbiamo percorso circa 2 km a piedi attraversando sentieri panoramici e piccoli villaggi dove gli abitanti lavorano la pietra seguendo antichi metodi inca. Nella piazza principale abbiamo assistito a una colorata esibizione di danze e musiche tradizionali, mentre uomini e donne tessevano i loro rinomati tessuti a mano, tramandando tecniche secolari.
Forse un po’ più turistico rispetto ad altre esperienze, ma resta un luogo unico, dove è ancora possibile percepire la forza delle tradizioni e il legame profondo tra uomo e natura.








… In Bolivia
🏔️ La Paz
A oltre 3.600 metri di altitudine, incastonata tra le montagne andine, La Paz è una città che colpisce per i suoi contrasti: caotica e affascinante, moderna e profondamente legata alle proprie radici ancestrali.
Abbiamo iniziato la visita dal famoso Mercado de las Brujas, il mercato delle streghe, un luogo unico dove si trovano erbe medicinali, amuleti e oggetti rituali legati alla cultura Aymara. Passeggiare tra le bancarelle è come entrare in un mondo sospeso tra magia e tradizione: i venditori espongono pozioni, incensi, amuleti per la fortuna e persino feti essiccati di lama o alpaca, utilizzati nei rituali come offerte alla Pachamama, la Madre Terra.
Abbiamo poi visitato Plaza Mayor e la Chiesa di San Francisco, un imponente edificio coloniale dalla facciata finemente decorata, e successivamente Plaza Murillo, cuore politico della Bolivia, dove si trovano la Cattedrale e il Palazzo del Governo.
Per godere di una vista panoramica sulla città, siamo saliti fino al Mirador Killi Killi, da cui si ammira La Paz che si distende nel fondo della valle, circondata da montagne e case che si arrampicano sui pendii.
Il rientro è stato altrettanto suggestivo: abbiamo preso la teleferica, un moderno sistema di funivie urbane che collega le varie zone della città costruita su diversi livelli di altitudine. È un’esperienza davvero piacevole — non solo pratica, ma anche panoramica, perché permette di osservare La Paz dall’alto in tutto il suo movimento.
Nel complesso, La Paz ci è sembrata una città intensa e un po’ caotica, con strade affollate e un’atmosfera disordinata. Ma la sua vera bellezza risiede forse proprio qui: nel suo carattere autentico e nel modo in cui il popolo Aymara è riuscito a tramandare le proprie tradizioni in mezzo al caos della modernità.
💡 Curiosità:
– La teleferica di La Paz è il sistema di trasporto urbano più alto del mondo: collega l’intera città e la vicina El Alto, rendendo gli spostamenti rapidi nonostante i forti dislivelli.
– Le donne Aymara, chiamate cholitas, indossano ancora oggi i loro abiti tradizionali: ampie gonne a balze sovrapposte (polleras), scialli colorati e cappelli bombati, simbolo di fierezza e identità culturale.
– Nel Mercado de las Brujas è comune trovare offerte rituali alla Pachamama, come foglie di coca e i già citati feti di lama o alpaca, considerati portafortuna e segno di prosperità.














🧂 Salar de Uyuni
Il Salar de Uyuni è uno di quei luoghi che sembrano appartenere a un altro pianeta: un deserto bianco che si estende a perdita d’occhio per oltre 10.000 km², dove il cielo e la terra si fondono in un solo orizzonte.
Il nostro tour è iniziato alle 10:00 del mattino a bordo di un Toyota Land Cruiser 4×4, insieme alla guida e ad altri viaggiatori.
La prima tappa è stata il Cimitero dei Treni, un luogo sospeso nel tempo dove si trovano i resti arrugginiti delle antiche locomotive a vapore che un tempo trasportavano minerali preziosi come oro e argento tra Bolivia, Cile e Perù. Oggi la ferrovia è ancora in funzione, ma solo per pochi convogli commerciali; le vecchie locomotive, abbandonate nel deserto da più di un secolo, sono diventate un museo a cielo aperto, preda del vento e della sabbia.
Da lì abbiamo proseguito verso Colchani, un piccolo villaggio dove si lavora ancora artigianalmente il sale del grande salar. Qui abbiamo potuto vedere da vicino il processo di estrazione e iodazione del sale e visitare i mercatini locali prima di inoltrarci nel cuore del deserto bianco.
Tra piramidi di sale, il monumento al Dakar e gli enigmatici “occhi del salar” — piccole sorgenti naturali che emergono dal suolo — il paesaggio è semplicemente ipnotico.
All’ex Hotel di Sale Playa Blanca, costruito interamente in blocchi di sale, abbiamo gustato un pranzo tipico boliviano, circondati da un panorama surreale. Non potevano mancare le classiche foto in prospettiva, che giocano con l’infinito e con la magia ottica del salar.
Nel pomeriggio abbiamo raggiunto l’Isla Incahuasi, conosciuta come “l’isola dei cactus giganti”, da cui si gode una vista mozzafiato a 360° sul deserto. Al tramonto, il salar si è trasformato in un enorme specchio naturale, riflettendo perfettamente il cielo e creando uno spettacolo difficile da descrivere a parole.
La giornata si è conclusa con una cena tipica e il pernottamento in un ostello di sale. Ma il momento più magico è arrivato dopo: un tour notturno sotto la Via Lattea.
Senza luna, il cielo si è riempito di milioni di stelle, e il silenzio assoluto del deserto ha reso l’esperienza semplicemente indimenticabile.
Il mattino seguente, dopo colazione, siamo ripartiti verso il Vulcano Tunupa, attraversando ancora una volta i 120 km del salar.
Durante il tragitto abbiamo visto lama e fenicotteri rosa nelle lagune circostanti e la suggestiva “Scalinata verso il cielo”, una formazione naturale che sembra condurre all’infinito.
Con il nostro 4×4 siamo saliti fino a 4.200 metri di altitudine, visitando la Grotta delle Mummie e poi affrontando un trekking di circa tre ore fino al primo punto panoramico del vulcano. La salita è stata impegnativa, ma la vista sul cratere del Tunupa e sull’immensità del salar ha ripagato ogni fatica.
Dopo un pranzo al sacco ai piedi del vulcano, abbiamo fatto ritorno a Uyuni, concludendo il tour nel tardo pomeriggio, stanchi ma pieni di meraviglia.
💡 Curiosità:
– La popolazione di Uyuni è principalmente di etnia Quechua, a differenza di La Paz, dove prevale quella Aymara.
– Il salar si è formato dopo l’evaporazione di un antico mare preistorico, e oggi contiene una delle più grandi riserve di litio al mondo.
– L’Isla Incahuasi, con i suoi cactus alti fino a 10 metri, è in realtà un antico scoglio di corallo fossile.
– Durante la stagione delle piogge (da dicembre a marzo), una sottile pellicola d’acqua trasforma l’intero salar in uno specchio perfetto, uno dei panorami più fotografati al mondo.
👉 Tour consigliato:
Noi abbiamo prenotato l’escursione con Andes Salt Expeditions, un operatore affidabile, con tour in 4×4 e tutti i punti salienti inclusi.










Cosa mangiare
Ogni tappa del nostro itinerario on the road tra Perù e Bolivia è stata anche un piccolo viaggio nel gusto. Dalle zuppe calde delle città andine ai piatti di pesce della costa, fino ai dolci profumati di cocco gustati nei chiostri coloniali: la cucina locale racconta, più di ogni parola, l’anima di questi luoghi.
Abbiamo scoperto sapori autentici, spesso semplici e genuini, accompagnati sempre da un sorriso e da una grande ospitalità.
📍 Paracas – Ristorante Milla Zero
Un ottimo pranzo vista mare: arroz con mariscos e jalea mixta, due classici della costa peruviana a base di pesce e frutti di mare.
💰 115 soles

📍 Nazca – Rico Pollo
Cena tipica e genuina: io ho scelto una sopa especial, un brodo ricco con carne e verdure, mentre mio marito ha preso il mostrito a lo pobre, con pollo a la brasa, riso, plátano fritto e uovo.
💰 61 soles

📍 Arequipa – Colazione al Monastero di Santa Catalina
Nella pausa dolce tra le mura del monastero: empanada calda e dulce de coco, semplici ma deliziosi.


📍 Arequipa – Pranzo da Xarsa Mora
Piatti casalinghi e gustosi come una sopa de camarones, ají de gallina, arroz con pollo e causa rellena accompagnati da riso e contorni locali.
💰 35,20 soles



📍 Arequipa – Cena da Alaseña
Ad Arequipa abbiamo cenato da Alaseña, un ristorante accogliente e inclusivo, gestito da persone sordomute. Qui abbiamo assaggiato la carne di alpaca alla griglia, tenera e saporita, servita con contorno di verdure, patate fritte e salse tipiche.
💰 129 soles


📍 Cuzco – Colazione da Cicciolina
Locale dal fascino europeo e atmosfera calda. Colazione memorabile: toast rustico con pancetta e uova per lui, crêpes con frutta, cioccolato e gelato alla vaniglia per me.
💰 20 euro




📍 Cuzco – Pranzo da Kusikay
Cucina peruviana contemporanea con un tocco creativo: abbiamo scelto tacos e chicharrón, pancia di maiale croccante e saporita, accompagnati da salse tipiche. Da bere, la classica chicha morada, una bevanda analcolica a base di mais viola, aromatizzata con cannella, chiodi di garofano e succo di lime — fresca e profumata — e una limonata naturale.
💰 30 euro

📍 Cuzco – Cena da Chull’s
A Cusco abbiamo cenato in un ristorante fancy del centro gustando un antipasto misto con ceviche, una crocchetta di papa rellena e riso criollo. Come piatto principale abbiamo condiviso il celebre cuy, il porcellino d’India, considerato una vera prelibatezza della cucina peruviana. Come dessert, un dolce delicato a base di lucuma (frutto tipico andino) e frutti di bosco. Il tutto accompagnato da un pisco sour, il cocktail nazionale a base di pisco, succo di lime e albume d’uovo.





📍 Aguas Calientes – Pranzo da Ponchos
Nel cuore di Aguas Calientes, un ristorante colorato e accogliente con vista sul fiume.
Abbiamo iniziato con un ceviche de pescado e una sopa caliente de verduras, perfetta per scaldarsi dopo la salita al sito archeologico.
Come piatti principali, chicharrón de cerdo croccante e un estofado de res ricco e saporito.
💰 56 euro




📍 Uyuni – Cena da Bouquet du Vin
Piccolo ristorante accogliente nel centro della città.
Abbiamo diviso un hamburguesa con papas fritas e un piatto di carne asada servita con arroz e papas cocidas — porzioni abbondanti e sapori semplici ma gustosi.
💰 145 bolivianos


















































































































