Tour di sette giorni in Qatar

Cosa troverai in questo articolo:

Il Qatar è stata la prima meta del 2022, ho viaggiato dal 31 dicembre al 7 gennaio (trascorrendo Capodanno in aeroporto!).

Ho volato con Qatar Airways, partendo da Malpensa.

Alcuni cenni introduttivi…

Il Qatar ha origine da tribù beduine che guerreggiavano tra loro per avere la supremazia. Nel 1800 gli inglesi eleggono una tribù tra le tante per diventare famiglia reale, quella degli Al-Thani, che tuttora è alla guida del Paese.

La pesca delle perle, attività millenaria, è indissolubilmente legata al Paese, infatti è stata il mestiere principale in Qatar fino alla scoperta del petrolio. Uno dei più famosi mercanti di perle è Al-Fardan, parente dell’Emiro, che ha fondato il quartiere “The Pearl”, abitato dagli expat.

Post crisi del 1920, causata dalla perdita del business delle perle, il Qatar scopre i giacimenti di petrolio e quindi crea un nuovo business che lo porterà alla ricchezza attuale e alla continua competizione con gli altri paesi del Golfo.

La principale differenza tra gli Emirati di Dubai e Abu Dhabi e il Qatar è che quest’ultimo cerca di mantenere la propria cultura, nonostante la costante proiezione verso il futuro.

Le strade principali del Qatar sono state realizzate nel 2010, prima non c’era nulla. La maggior parte delle grandi opere edilizie realizzate negli ultimi anni sono dovute al fatto che il Paese ha ospitato i Mondiali di calcio 2022, infatti sono stati costruiti 7 stadi e alcuni di questi sono stati progettati in modo da essere smantellati al termine della gara, per ricostruirli in altri paesi più poveri.

Come anticipato, la famiglia reale degli Al-Thani da secoli è a capo del Paese e in particolare i genitori dell’attuale Emiro hanno il merito di aver condotto il Qatar alla modernità: la madre Mozah ha infatti dato un grande contributo al miglioramento dello status delle donne nel Paese, avendo dato loro l’accesso all’istruzione e avendo scelto di togliersi il velo.

A livello sociale la fascia media non esiste: ci sono la fascia alta, la fascia bassa e gli expat (europei e americani trasferiti in Qatar per lavoro).

Quasi tutte le famiglie qatarine appartenenti alla fascia alta hanno una casa di villeggiatura, chiamata “farm”; queste abitazioni sono grandi e vistose, più ci si avvicina al palazzo reale, più sono maestose.

I qatarini sono soliti trascorrere i fine settimana in famiglia nel deserto e ogni figlio ha una tata personale, la servitù infatti qui non costa molto, circa 300-400 euro al mese.

Il simbolo del Qatar è l’orix, un animale tipico del deserto, simbolo anche di Qatar Airways.


Cosa vedere a Doha:

Cosa vedere nei dintorni:


DOHA…

Souq Waqif

Si tratta del tipico mercato arabo della capitale, tradizionale per le corporazioni di mercanti che espongono le loro merci ma unico per la bellezza dei suoi vicoli, ci si sente sicuri percorrendoli, cosa che non posso dire di altri souq visitati. Il Souq è stato ristrutturato in più occasioni, l’ultima risale al 1950, quando fu in parte distrutto da un incendio.

Qui potrete trovare prodotti alimentari, piatti tipici, spezie profumate e coloratissime, tessuti, tappeti, profumi, bauli, ceramiche ma anche souvenir più commerciali. Inoltre il Souq ospita la sezione di animali di compagnia, dove si spazia da galline, uccellini, coniglietti, fino ad arrivare ai falchi e ai cammelli. 

Il Souq Waqif è molto frequentato dai locali, oltre che dai turisti, che popolano ristorantini e cafè caratteristici. Il turista può quindi immergersi nella vita quotidiana della città.

Falcon Hospital

All’interno del Souq troverete questa singolare struttura che si dedica alla cura dei falchi, animali amatissimi dal popolo qatariota.

In Qatar infatti i falchi sono tradizionalmente donati dai genitori ai figli maschi per celebrare il raggiungimento della fase dell’adolescenza, infatti il falco è simbolo di potere. Anticamente i falchi venivano usati per la caccia, ancora oggi i nobili la praticano.

Il Falcon Hospital è stato fondato nel 2008, fornisce assistenza H24 e può accogliere fino a 150 esemplari al giorno.

Horses Stables e Camel Pen

Nei pressi del Souq Waqif ci sono anche le scuderie dell’Emiro con gli eleganti cavalli arabi, sempre aperte al pubblico, e il recinto dei simpatici cammelli.

Corniche

E’ chiamata “Corniche” la bellissima passeggiata in riva al mare che collega West Bay, centro finanziario della città, al Museo di Arte Islamica (MIA).

Di grande impatto scenico è il tramonto, con la vista dei dhow, imbarcazioni tradizionali in legno, ormeggiati lungo il percorso, sullo sfondo i modernissimi grattacieli di West Bay, il tutto cullato dalle acque blu della baia di Doha.

Il dhow era la barca usata per la pesca delle perle, attività alla quale il Qatar deve la sua ricchezza, praticata fino alla scoperta del petrolio. Presso il Museo Nazionale del Qatar è presente un’area dedicata alla storia ed evoluzione di questa importante tradizione qatariota.

Presso l’antico porto, situato lungo la Corniche, è stata realizzata una scultura a forma di ostrica gigante con dentro una perla, proprio per omaggiare il passato della città. 

Purtroppo non è stato possibile percorrere tutti i 7 km perchè erano in corso lavori stradali in vista dei mondiali del 2023. 

Se si ha la possibilità, consiglio di noleggiare al tramonto un dhow e navigare nella baia con i grattacieli sullo sfondo, lo spettacolo è mozzafiato.

Museo di Arte Islamica (MIA)

Il MIA è opera dell’architetto Ieoh Ming Pei, che ha progettato anche la piramide di vetro del Louvre. La struttura, un incastro di volumi geometrici, è stata ideata con la finalità di rendere omaggio alla moschea del Cairo e all’Alhambra di Granada.

Simbolicamente, il cubo in sommità rappresenta gli occhi di una donna con il tipico velo sul capo che guarda al futuro con il passato alle spalle, infatti lo sguardo è rivolto alla città nuova, dando le spalle alla città vecchia.

Il museo si trova in fondo alla Corniche, al suo interno ospita reperti della cultura islamica antichi e moderni.

Purtroppo non mi è stato possibile visitarlo perchè era temporaneamente chiuso.

Qatar National Museum

Il Museo Nazionale del Qatar, anche conosciuto come la “Rosa nel deserto” per la sua forma che riproduce le caratteristiche formazioni rocciose, è stato progettato da Jean Nouvel e la sua particolarità, oltre appunto alla forma, è che la struttura si compone di più di 76 mila pannelli di forme diverse. 

Al suo interno, il museo narra la storia del Qatar dall’epoca preistorica fino ai giorni nostri. Tra gli oggetti più preziosi esposti ci sono il Corano più antico e un tappeto ricamato con le perle che vale oltre 1,7 milioni di euro. Come anticipato, un’area all’interno del museo è dedicata alla pesca delle perle, attività tradizionale qatariota che ha segnato lo sviluppo economico della nazione. Gli spazi espositivi sono altamente tecnologici e interattivi, credo sia uno dei musei meglio organizzati che io abbia mai visitato.

Obiettivo del museo è quello di valorizzare le potenzialità e la ricchezza del paese, partendo dalle sue origini.

The Pearl

Si tratta di un’isola artificiale, realizzata per volere di Al Fardan, parente dell’emiro, a partire dal 2004, la cui forma richiama quella di una perla. E’ una delle zone più lussuose della città, con grattacieli futuristici, ville in stile rinascimentale, ristoranti esclusivi e boutique di grandi firme, come la concessionaria della Ferrari. Troverete addirittura la riproduzione dei canali di Venezia. 

Qui vivono gli expat europei e americani, ci sono infatti zone verdi, aree pedonali e ciclabili, a differenza del resto della città.

Katara Cultural Village

Il Katara Cultural Village è un centro multiculturale fondato nel 2010 dalla sceicca Mozah, madre dell’attuale emiro del Qatar, per promuovere la cultura e la tradizione del paese. Il nome “Katara” si deve al fatto che anticamente il Qatar era chiamato “Catara”, poi storpiato dai francesi in “Katara”.

All’interno del villaggio troverete negozi, ristoranti prelibati, locali alla moda da frequentare soprattutto di sera, con un’atmosfera particolare. Tra le attrazioni principali c’è un anfiteatro all’aperto dove si svolgono numerosi eventi culturali come concerti, spettacoli, proiezioni di film e documentari.

Nella piazza situata a sinistra dell’antifiteatro vedrete tre volti di militari che riproducono le famose scimmiette “non vedo, non sento, non parlo”, sculture realizzate con utensili da cucina, esposizione permanente di un artista che ha voluto rappresentare gli orrori della guerra. Invece la statua davanti alle fontane rappresenta Madre Natura che supera le catastrofi.

Il villaggio ha più moschee, consiglio di visitare la Katara Mosque, ispirata alle moschee più famose del mondo, caratterizzata da piastrelle blu e dorate, progettata da Zeynep Fadilloglu, giovane architetta turca, prima a specializzarsi in questo tipo di edifici religiosi.  Accanto alla moschea troverete due insolite strutture a torre, le Pigeon Towers, con fori e appoggi per ospitare i piccioni.

Education City

Education City  è il principale complesso universitario di Doha, costruito con i fondi della Qatar Foundation e sede di varie sezioni di atenei statunitensi, inglesi e francesi nonché di istituti di istruzione e di ricerca locali.

Nel 1995 la famiglia reale crea Qatar Foundation: la fondazione ha l’obiettivo di raggiungere la sostenibilità economica attraverso l’innovazione nella formazione e nella ricerca. 

Education City è stata inaugurata nel 2003 con l’apertura della prima università della Qatar Foundation, la Virginia Commonwealth University School of the Arts in Qatar.

Con la recente costruzione dello stadio di Education City e alla luce delle diverse iniziative a cui ha partecipato, la città sta diventando un luogo più verde e sostenibile. Lo stadio di Education City sarà una delle sedi del prossimo mondiale di calcio FIFA World Cup Qatar 2022.

Due edifici che meritano sicuramente una citazione sono la Qatar National Library, progettata dall’OMA di Rem Koolhaas, che misura 45 mila metri quadrati ed è tra le più tecnologiche al mondo e la Moschea di Education City, situata nell’edificio Minaretein, parte della Qatar Faculty of Islamic Studies, l’edificio che poggia su cinque grandi colonne che rappresentano i cinque pilastri dell’Islam, la pianta a spirale e i diversi percorsi che collegano la scuola alla moschea suggeriscono l’idea che tutto il sapere derivi fondamentalmente dalla fede.

… E DINTORNI

Sheik Faisal Bin Qassim Al Thani Museum

Si tratta della casa-museo dello zio dell’emiro, Sheik Faisal Bin Qassim, che ha voluto renderla fruibile al pubblico. Tutti i qatarini importanti possiedono tradizionalmente una casa fuori città, una sorta di casa di villeggiatura.

L’edificio ospita la collezione personale dello sceicco, che aveva iniziato a raccogliere oggetti dall’età di 13 anni.

Il museo è stato fondato nel 1998 e ospita oltre 15.000 reperti che vanno dall’età giurassica fino ai giorni nostri. 

Tra i pezzi più celebri troviamo il tappeto che per un periodo ha coperto la pietra sacra della Mecca, il Corano più grande del mondo e anche quello più piccolo (nella sezione dedicata all’Arte Sacra Islamica), un’ala dell’edificio dedicata ai mobili intarsiati in legno provenienti dallo Sri Lanka e dall’India, abiti tradizionali (da notare che in passato gli abiti erano colorati, oggi invece gli uomini indossano la tunica bianca e le donne l’abito nero), l’area di paleontologia con gli scheletri di dinosauri, le auto d’epoca e il primo aereo della Qatar Airways.

Da non perdere sono anche una casa tradizionale siriana trasportata appositamente da Damasco e ricreata e due modelli di case qatariote che contengono oggetti provenienti dalla dimora dello stesso Sheikh Faisal. 

Al Jumail, il villaggio di pescatori abbandonato

Di questo villaggio non si sa molto, soltanto che è risale all’inizio del XVIII secolo ed è stato abitato fino al 1935, quando la pesca delle perle è stata abbandonata per la scoperta del petrolio. Fino a quel momento si viveva di pesca e in particolare di pesca di perle, attività che però era destinata solamente ai ricchi in quanto per praticarla bisognava essere in possesso del dhow.

Forte di Al Zubarah

Al Zubarah era una località famosa per la pesca delle perle e oggi è un’area archeologica dichiarata patrimonio UNESCO. Il forte è stato eretto nel 1938 per la guardia costiera ed è stato usato fino agli anni 80.

Foresta di Mangrovie e Purple Island

Nel nord-est del Qatar si trova un’area naturale in netto contrasto con il deserto circostante, una fitta foresta di mangrovie che si può visitare in kayak, abitata da aironi e fenicotteri.

Dalla foresta di Mangrovie, in kayak si può raggiungere Purple Island, un’isoletta all’interno della baia di Al Khor famosa perchè anticamente qui si trovavano le lumache da cui veniva estratta la tintura porpora, da cui l’isola prende il nome.

Camel Race Track

La corsa dei cammelli è lo sport nazionale del Qatar.

La tradizione delle corse di cammelli è iniziata ai matrimoni come forma di intrattenimento, oggi invece è un business multimilionario da quando la corsa è diventata uno sport professionistico in Qatar nei primi anni ’70. 

Le persone provengono da tutto il Qatar, dalla regione del Golfo e da tutto il mondo per partecipare a corse di cammelli o semplicemente per godersi questo sport competitivo che si svolge presso la famosa pista di cammelli del Qatar situata ad Al Shahaniya, ad un’ora di distanza da Doha nel deserto verso il nord del paese.

Qui ogni venerdì si svolgono tornei nazionali e internazionali, tra ottobre e febbraio, e anche grandi eventi come la corsa dell’emiro, che si svolge tra marzo e aprile.

Fino al 2004 i fantini erano bambini sudanesi denutriti, cresciuti nel deserto in pessime condizioni, utilizzati a causa delle loro dimensioni e del peso. Dal 2005 il Qatar ha vietato l’uso di fantini bambini e vengono da allora usati fantini robot telecomandati che intrattengono il pubblico cavalcando i cammelli lungo il circuito sabbioso. I cammelli da corsa sono piccoli, corrono a velocità fino a 65 km/h e possono continuare a correre a 48 km/h anche per un’ora. L’operatore telecomanda il fantino in modo che tiri le redini e incoraggia il cammello urlando attraverso un altoparlante incorporato.

Vicino alla pista, lunga circa 8km, c’è la strada con tre corsie: la più vicina alla pista è occupata dalla stampa, quella centrale dalla famiglia reale e quella più esterna dagli altri spettatori.

La vincita consiste in premi, come per esempio automobili, in quanto l’Islam non permette di scommettere. 

East–West/ West–East di Richard Serra

Nel deserto di Zekreet potrete ammirare l’imponente opera dello scultore Richard Serra: una scultura composta da quattro enormi strutture in acciaio, alte ciascuna più di quattordici metri, che formano una linea retta attraverso il deserto lunga oltre un chilometro, in completa armonia con la topografia del luogo.

Rovine del forte di Zekreet

Risalente al XIX secolo, il forte di Zeekret contiene resti di vecchi insediamenti, in una cornice magica, deserto con il mare sullo sfondo.

Deserto di Khor Al Udaid e Inland Sea

Nel sud del Paese, a circa 100 km da Doha, c’è una meravigliosa riserva naturale dove il deserto incontra l’acqua, infatti qui si trova quello che viene chiamato “Inland Sea”, mare interno, una grande laguna salata immersa in un ambiente tropicale unico nel suo genere.

Il modo più comune per raggiungere questa zona è tramite un’escursione in 4×4 con conducente, durante il tragitto infatti c’è la possibilità di fare “dune bashing” con la Jeep nel deserto e di arrivare nel punto in cui si può vedere l’Arabia Saudita dall’altra parte del Golfo Persico. 

Io ho optato per la notte nel deserto e quando sono arrivata nel campo tendato ho avuto la possibilità di provare sand boarding (anche se la pendenza delle dune al campo era poca e di conseguenza anche la velocità di scivolamento), assistere allo spettacolo con i falchi e gustare una buona cena, prima di dormire sotto le stelle. 


Tour di sette giorni in Qatar

Illustro di seguito il percorso giorno per giorno, sperando possa essere uno spunto utile per chi volesse intraprendere questo viaggio. Sette giorni sono più che sufficienti per scoprire il Paese senza affanno, soprattutto se si viaggia in inverno, quando fa troppo freddo per fare il bagno.

Giorno 1

A) Souq Waqif
B) Falcon hospital
C) Horses stables
D) Camel pen
E) Corniche e dhow
F) Museo di Arte Islamica (MIA)
G) Qatar National Museum
H) The Pearl

Da A a G il percorso è percorribile a piedi, mentre per raggiungere H si può usare la metropolitana, oppure un taxi.

Giorno 2

A) Katara village
B) The Pearl
C) Education city: Qatar National library
D) Education city Mosque

Per gli spostamenti da un punto all’altro può essere usata la metropolitana.

Giorno 3

A) Sheik Faisal Bin Qassim Al Thani Museum
B) Villaggio di pescatori abbandonato di Al Jumail, presso Al Jamil
C) Forte di Al Zubarah
D) Foresta di Mangrovie e Purple Island

Per questo percorso è necessario noleggiare un mezzo, in quanto, fuori Doha, il Qatar non è servito dai mezzi pubblici.

Giorno 4

A) Camel Race Track
B) East–West/ West–East di Richard Serra
C) Rovine del forte di Zekreet
D) Corniche: crociera sul dhow

Come per il giorno 3, anche in questo caso è necessario noleggiare un mezzo, meglio se una jeep 4X4 con conducente, perchè ci sono tratti di percorso proprio in mezzo al deserto.

Giorni 5 – 6

A) Souk Waqif
B) Deserto di Khor Al Udeid con dune bashing
C) Inland sea: notte in campo tendato e sand boarding

In questo percorso è fondamentale noleggiare una jeep con conducente, perchè quasi tutto il percorso è nel deserto.


Concludendo

vi lascio giusto qualche foto dell’ottimo cibo che ho assaggiato…

… e una curiosità: queste sono fotografie scattate in metro (quella che mi ritrae sotto il cartello con il nome della fermata mi ricorda che in passato ho collaborato alla progettazione di questa stazione 🙂 ), come potete vedere, ci sono carrozze destinate ai soli uomini, definiti “standard”, mentre tutte le altre persone rientrano nella “family” (donne single, donne sposate accompagnate dal marito, donne con figli…). Lascio a voi i commenti!

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